Plagio del logo, un’usanza diffusa !

Sarà che lavoro in una Web Agency da anni ormai ma ho sempre reputato il logo un elemento importante in qualsiasi attività. E’ l’immagine con cui ti presenti al mondo, ai potenziali clienti, utenti, partner che siano. E’ quindi importante che il logo sia unico, accattivante e risponda ad alcuni criteri base di comunicazione. E’ vero, a volte non sia ha tempo per fare un logo come lo si vorrebbe, non sempre si può avere tutto, in questi casi bisogna ripiegare su qualcosa di più semplice e banale.

Evidentemente però in Italia c’è una categoria di persone che pensa esista una terza via fra il logo d’impatto e quello banale: Il logo plagiato. L’idea è semplice e porta via poco tempo. Trovate un’azienda, preferibilmente straniera, con un logo che vi piaccia, facilmente editabile in Photoshop, cambiate il nome del sito/azienda ed il gioco è fatto. I rischi ? Due:

  • Rischi Legali del plagio: dipende da molti fattori. Se il marchio è registrato, quanto è grande l’azienda plagiata, dove risiede. Ovviamente è difficile che un piccolo sito web americano venga a far causa a qualcuno in Italia. Se invece si copiano marchi più importanti o aziende della nostra stessa nazione il rischio di azione legale aumenta. Molto spesso comunque la si fa franca, al massimo si riceve una richiesta di cambiare logo.
  • Rischi d’immagine: Questi possono essere più alti. Se copiate un brand famoso nel vostro settore molti utenti se ne accorgeranno e ci farete decisamente una magra figura. Se poi siete sfortunati rischiate lo sputtanamento totale con articoli su blog o addirittura giornali. Insomma, bisogna fare un po’ più di attenzione a questa casistica a meno che non ve ne freghi nulla della vostra immagine e vogliate solo fare qualche click con adsense sul vostro sito

Ma veniamo al dunque. Perché vi parlo di questo argomento ? Per un semplicissimo motivo, in una settimana mi è capitato già ben due volte di vedere dei loghi di siti italiani palesemente copiati da siti esteri, oltretutto molto noti. In uno dei due casi che vi mostro oltretutto il sito autore del plagio appartiene anche ad un circuito (Leonardo) grande e serio che non dovrebbe avere problemi di designer per fare un semplice logo …

Veniamo al nostro Wall of Shame, ecco i vincitori !

Come Fare Tutto ha deciso che la loro ispirazione era il ben più famoso sito Psd Tuts+ che si occupa sempre di guide e tutorial ma oltre oceano.

SeoWebbs già che c’era ha deciso di non cercare troppo lontano riprendendo il logo di un altro sito straniero, anch’esso molto famoso che gli assomigliava molto anche nel nome. Le differenze ora sono più marcate perché SeoBook ha aggiornato il logo aggiungendo l’aura intorno alla O ma precedentemente le somiglianze erano ancora più marcate. Va segnalato però che nel frattempo SeoWebbs ha deciso di ovviare all’errore ed ha cambiato logo creandone uno originale. Ottima mossa per una Web Agency. Chissà se è stato fatto di loro spontanea volontà o se sono stati contattati dai proprietari di SeoBook.

E voi ? Conoscete altri esempi di Plagio ? Avviene anche all’estero ? Immagino proprio di si :) Se avete altri indizi da mandarci fatevi sentire nei commenti !

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Guadagnare con l’affiliazione senza avere un sito

Come sapete la maggior parte dei programmi di affiliazione richiede che voi disponiate di un sito. La procedura è sempre la stessa, vi iscrivete al programma di affiliazione, aggiungete sul vostro sito i banner pubblicitari o i link al sito partner che vi riconoscerà una commissione per ogni vendita effettuata.

In molti a questo punto penseranno: Se mi riconoscono il 10% su ogni vendita, perché non iscrivermi al programma di affiliazione del sito X su cui devo acquistare un prodotto in modo da utilizzare il guadagno come affiliato come sconto sull’acquisto ? Io stesso ho pensato molto spesso di sfruttare questo sistema ma, alla fine, ho quasi sempre desistito per diversi motivi:

  • Iscriversi al programma di affiliazione è lungo
  • Spesso serve un sito web per diventare affiliati ed è necessario essere approvati dal negoziante, passa troppo tempo
  • Il risparmio è minimo, pochi euro ed il negoziante spesso paga gli affiliati solo al raggiungimento di un guadagno minimo impossibile da raggiungere con un acquisto singolo e senza un sito web a generare altre vendite di affiliazione.

Questo “vuoto”, milioni e milioni di transazioni dirette senza affiliazione con relativo enorme risparmio per i negozianti online, deve aver fatto suonare un campanello a qualcuno ed è così nato BuyOn. Il concetto è semplice e geniale. BuyOn si iscrive per voi a tutti i principali programmi di affiliazione del momento. Se volete comprare qualcosa invece di andare direttamente sul sito passate per BuyOn utilizzando i loro link di affiliazione. Al termine del vostro acquisto BuyOn guadagna una percentuale del vostro acquisto per via del programma di affiliazione e condivide con voi parte dei guadagni (Sembra un 50% e 50%).

Per capirci meglio, non si tratta di uno sconto per voi ma di un CashBack. Se spendete 100 € su un sito dove BuyOn vi riconosce il 10% di commissione, al termine dell’acquisto vi vedrete regalare 10 € sul vostro conto BuyOn. Va anche segnalato come all’iscrizione vi vengano regalati, senza fare nulla i primi 10€. Non dovrebbe quindi essere troppo difficile raggiungere la soglia dei 50 € per poter essere pagati (Bonifico bancario o assegno, niente PayPal :( ). Sul sito troverete di tutto, dall’abbigliamento all’elettronica senza dimenticare tantissime convenzioni per i viaggi.

Veramente un’idea geniale. Gli utenti non credo si arricchiranno e molti non arriveranno ai 50 € necessari, ma i gestori di BuyOn sicuramente faranno dei gran guadagni se promuoveranno bene il sito. Complimenti per l’idea di business intelligente !

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Un ottimo manuale per Google Adwords

Proprio oggi Google mi ha fatto una bella sorpresa, mi ha inviato via mail un coupon da 100 € per usare Google Adwords. Non si tratta dei soliti coupon omaggio che richiedono la creazione di un nuovo account ma di un incentivo per tornare ad utilizzare la piattaforma di pubblicità self service di Google che in effetti avevo abbandonato da qualche mese. Sorpresa decisamente piacevole ! In contemporanea ho notato il lancio di un nuovo ebook per imparare come sfruttare al meglio Adwords: Get Going With Google Adwords.

Il libro è scritto dai ragazzi di Rockable Press, di solito una garanzia per la qualità dei contenuti, ovviamente è in Inglese ma spero questo al giorno d’oggi non sia un grosso problema. Il prezzo è più che ragionevole, viene venduto per 15$, considerando il cambio parliamo di poco più di 12 €.

Ho quasi completato la lettura del libro e devo dire che mi è piaciuto molto, non si tratta di una guida avanzatissima con tecniche troppo avanzate ma nel complesso è un ottimo manuale per Google Adwords che spiegherà ai meno esperti le basi, dalla creazione dell’account alla configurazione del primo annuncio. Anche chi già usa Adwords potrà ricavarne degli insegnamenti utili su come minimizzare la propria spesa pubblicitaria ottimizzandone al massimo il CTR e il ritorno in termini di guadagni.

Ecco brevemente una lista degli argomenti trattati nel libro:

  1. Selezione delle giuste Keyword
  2. Configurazione di un account Google Adwords
  3. Controllare le performance delle Campagne Adwords
  4. Adwords per la ricerca e Content Network
  5. Verificare il Ritorno sull’investimento
  6. Domande Frequenti su Adwords
  7. Checklist da controllare prima di lanciare una campagna pubblicitaria

Come potete vedere vengono trattati tutti gli aspetti principali di Adwords senza tuttavia scendere troppo nel dettaglio. Sono tutte informazioni che sicuramente potete reperire in rete leggendo diversi blog e guide gratuite, tuttavia il linguaggio chiaro e l’ottima organizzazione dei contenuti uniti al basso prezzo del libro ne fanno un acquisto consigliato

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La guida al SEO di google

Rilasciata ormai quasi due anni fa, la guida introduttiva al SEO di Google è stata aggiornata per portarla al pari con le nuove tecnologie, come caffeine, recentemente implementate dal gigante della ricerca. La guida è una risorsa fondamentale per i webmaster di qualsiasi livello perchè copre gli argomenti più comuni del seo su cui tutti dovrebbero lavorare come title delle pagine, i meta tags, la navigabilità per gli utenti e gli spider, le strutture degli url e la logica di creazione dei contenuti ma con un ottimo grado di profondità e chiarezza, anche grazie alle illustrazioni del robottino di google pronto a spiegarvi i suoi comportamenti.
Nella nuova versione un glossario molto più ampio, più illustrazioni, l’ottimizzazione da realizzare per i dispositivi mobile ed una  terminologia molto più chiara. Non mancano poi tanti consigli su i cattivi comportamenti da evitare per non farsi penalizzare ed una infinita di link ad ottime risorse in giro per la rete, insomma assolutamente un must per chi vuole incrementar il traffico e lavorare col web

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Google Instant – Cosa cambia per il SEO ?

Forse ancora non tutti lo sanno ma negli ultimi giorni Google ha lanciato quello che definisce un enorme passo avanti nel proprio core business: il motore di ricerca. Denominato Google Instant, il nuovo servizio è in fase di Roll out, ovvero molti utenti già lo vedono di default quando vanno su Google.it mentre per altri utenti ancora nulla è cambiato e vedranno il nuovo servizio solo fra qualche giorno.

Cos’è Google Instant ?
Google Instant è il nuovo meccanismo di funzionamento del motore di ricerca di Google. Sostanzialmente Google è diventato Realtime. Non aspetterà più che voi completiate di inserire il vostro termine di ricerca e schiacciate l’apposito tasto ma, ad ogni lettera che scrivete visualizzerà immediatamente i risultati di ricerca di quella che pensa sia la vostra query di ricerca. Ad ogni lettera digitata i risultati si aggiornano e raffinano. A questo importantissimo cambiamento ne è collegato un altro: nella barra di ricerca Google vi mostra dei suggerimenti di query in modo più aggressivo ed evidente. Ecco uno screenshot di esempio:

Cosa comporta Google Instant per chi fa SEO ?
Molti cambiamenti a mio avviso. Il SEO sarà sicuramente ancora più rilevante per il successo di un sito e bisognerà adottare strategie ancora più aggressive per un buon posizionamento. Vediamo perché.

  • Si riduce il numero di Keywords cercate: I suggerimenti sono ora molto più eveidenti e propongono le 5 keyword più cercate. Le ricerche si appiattiranno probabilmente su un numero inferiore di termini, quelli proposti da google, mentre la coda lunga di ricerche molto specifiche perderà probabilmente traffico. Non solo. C’è un altro effetto collaterale a questo nuovo meccanismo di ricerca. Se una persona volesse cercare ad esempio “Prestiti per pensionati” digitando la frase vedrebbe subito i risultati per prestiti man mano che scrive. Se dovesse vedere risultati utili prima di completare la frase vi farebbe probabilmente click senza completare la sua ricerca più specifica.
  • E’ ancora più importante essere primi: Come potete vedere nello screenshot sopra, il nuovo box di suggerimento risultati di Google Instant ha molta rilevanza e “mangia” spazio verticale col risultato che, per termini di ricerca competitivi dove ci sono molti annunci Adwords nell’header (3 in questo caso ma possono anche essere 4), ad una risoluzione standard l’utente può vedere above the fold senza scrollare solo i primi 4 risultati organici della sua ricerca. E’ quindi ancora più importante avere un posizionamento nei primi 3 posti per poter avere un buon traffico SEO sul proprio sito.

E voi cosa ne pensate ? Guardando Google Analytics dei vostri siti avete già riscontrato qualche variazione nella quantità di traffico che ricevete dai motori di ricerca ? Fateci sapere !!

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Attenti allo script

Le competenze per creare un sito di sucesso e cominciare a guadagnare con internet son un campo così ampio che difficilmente una persona potrà coprirlo interamente da solo. Capita così che chi realizza un sito tecnicamente perfetto non sempre riuscirà a monetizzarlo per le scarse conoscenze di marketing o d’economia, così come qualcuno capace di trovare una nicchia facilmente monetizzabile non sempre ha le conoscenze tecniche necessarie. Proprio per quest’ultimo caso però internet offre una miriade di soluzioni per aiutare il neofita a pubblicare un sito di buon livello, la più conosciuta probabilmente wordpress, ma non mancano valide soluzioni alternative. A corredo di questi sistemi si trova una giungla di piccoli pezzi di codice – che chiameremo genericamente script – che servono a completar il nostro sito fornendoci i dettagli mancanti. In questa cerchia possiamo mettere i plugin di wordpress così come i template, possiamo includere tutti i servizi di statistiche che come analytics richiedono una piccola modifica al nostro sito, ma anche le gallerie in flash che ci aiutano a pubblicare foto o pdf e via di seguito come hotscripts insegna. Proprio per la loro natura accessoria e l’impatto spesso limitato che hanno sul nostro lavoro siamo portati a dar loro poca importanza e a non spender il giusto tempo nel metterli alla prova. Su questo atteggiamento e sull’ignoranza giocano alcuni sviluppatori di script riuscendo così a sfruttar il vostro posizionamento o il vostro sito per accrescere la popolarità dei loro come ha fatto l’autore del plugin per wordpress tweet-retweet-post che senza segnalarlo in alcuno modo pubblica un piccolo link al suo dominio su tutti i siti che fan uso del suo plugin. Non si comportavano diversamente fino a poco tempo fa quelli del sistema di statistiche goingup che sfruttavano l’inclusione del loro sistema nelle tue pagine per pubblicare link nascosti, sfruttando il tuo pagerank per posizionarsi. Vi assicuro che i casi non si contano e seppur non fanno scalpore possono  far si che il vostro sito venga penalizzato per comportamenti scorretti o anche bannato da google. Ancora peggio quando, senza malizia dell’autore, ma per colpa di un semplice errore nel codice, uno script apre falle di sicurezza in grado di metter in pericolo voi ed i vostri utenti dando vita a scenari ben più preoccupanti.
Quindi la prossima volta che decidete di aggiunger uno script al vostro sito pensateci bene. Domandatevi quale valore aggiunge alle vostre pagine, controllate le alternative vagliando i concorrenti, leggete attentamente le recensioni e cercate su forum e community eventuali utenti che si lamentano di errori o comportamenti scorretti. Se siete in grado leggete il codice dello script a caccia di eventuali passaggi dubbi, ma se i linguaggi di programmazione vi spaventano limitatevi ad un’occhiata all’html delle pagine su cui lo script agisce confrontando i cambiamenti che seguono l’installazione, in caso di brutte sorprese vi basterà rimuovere lo script e cercar un’alternativa più corretta.

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E voi, sapete fare il vostro lavoro ?

Non è una domanda scontata sapete ? Resterete sorpresi da quanta gente dovrebbe rispondere no a questa domanda.
Ed è un peccato perché è la domanda intorno a cui ruota tutto, sia online che offline. A tutti piacerebbe avere un colpo di genio di quelli che capitano una volta su un milione, a tutti piacerebbe una scappatoia. Ma la verità è che sia i colpi di genio che le scappatoie sono rari e, quando si tratta di fare business, di guadagnare soldi, qualunque sia la nostra attività, il più delle volte tutto ruota intorno al saper fare bene il proprio lavoro. Anzi non bene, perfettamente.

Viviamo in un mondo globalizzato dove la concorrenza è ormai mondiale ed ognuno di noi dovrebbe fermarsi a riflettere per almeno 5 secondi su questa domanda: Il mio lavoro potrebbe essere svolto da un cinese per un decimo del prezzo ? Se la risposta è si, mi spiace, siete fregati. La verità è che 3 C sono le uniche cose che vi separano dalla perdita del vostro lavoro o dal crollo del vostro business: Creatività, Capacità, Competenza. Se volete aggiungete anche Cordialità … non guasta mai.

Scherzi a parte, forse siete proprio fregati e sul punto di essere rinpiazzati da qualcuno con gli occhi a mandorla, ma se volete avere successo non sottovalutate mai l’importanza della qualità e dell’eccellenza. Forse ho una visione romantica della vita ma sono profondamente convinto, per quella che è la mia esperienza personale, che alla fine tutti i nodi vengano al pettine, sia per chi ha lavorato bene che per chi ha lavorato male. Vi faccio due esempi uno positivo e l’altro negativo da cui oggi mi è venuto lo spunto per questo articolo.

L’espempio positivo è personale: Creative Web. In 10 anni abbiamo messo in piedi un gruppo veramente affiatato di Sviluppatori e Designer e, nonostante le nostre piccole dimensioni, lavoriamo con importanti clienti e multinazionali che solitamente si affidano ad aziende più blasonate e mastodontiche. Abbiamo superato indenni, anzi in crescita due periodi di crisi del settore e da 6 anni consecutivi registriamo aumenti significativi di fatturato e utili. Abbiamo raggiunto questi risultati senza mai aver avuto un commerciale. Dopo i primi momenti di difficoltà nel trovare lavori, i nostri clienti sono diventati i nostri migliori commerciali. Oggi in tantissimi conoscono la creatività, capacità e competenza con cui lavoriamo e solitamente sono i clienti a cercare noi. Speriamo di continuare così per altri 100 anni.

L’esempio negativo è JobRapido (niente link, non se lo meritano :) ). Si tratta di un’iniziativa decisamente interessante, probabilmente anche di successo e molto più grande di noi, in poche parole aggregano i vari siti di annunci di lavoro in giro per l’italia ed il mondo creando così un super motore di ricerca di tutte le offerte di lavoro. Un’idea geniale non trovate ? Dovrebbe essere utilissima per trovare un lavoro … siete un programmatore disoccupato ma di talento ? Nessun problema, usate JobRapido e trovarete subito lavoro !
Qui però sorge un problema. Forse il sito non è molto usato dai programmatori … o forse non ci sono programmatori disoccupati. Fatto sta che JobRapido non riesce a trovare uno sviluppatore per se stessa a quanto pare. Come faccio a saperlo ? Semplice, mi spammano da 1 mese. O meglio, non spammano me ma indirizzi inesistenti @creativeweb.it. Probabilmente tramite LinkedIn, gli amici di JobRapido hanno trovato i nomi di tutti i nostri sviluppatori ed hanno ben pensato di mandare a tutti (ma rigorosamente, a quanto dicono, dopo aver valutato il loro profilo) un link al loro annuncio di ricerca sviluppatori. Lo so perché il mio account è il catchall, quindi ogni mail inviata a un indirizzo inesistente arriva a me. I ragazzi di JobRapido non scherzano quando si tratta di ricerca personale, a costo di perdere giornate mandando mail hanno provato ogni combinazione di nome e cognome dei miei colleghi, anche le più fantasiose ed impensabili.
Fra il divertito e l’infastidito ho scritto alla gentile Kathrin da cui tutto lo spam sembrava partire chiedendole se avesse intenzione di continuare a fare spamming su tutti i nostri indirizzi. Purtroppo la gentile Kathrin non ha risposto ma quantomeno ha cambiato strategia. In meglio, si capisce. Seguendo il manuale del perfetto head hunter che non si fa mai sgamare ha chiamato in azienda col suo numero di telefono visibile (e facilmente riconducibile a JobRapido) chiedendo di farsi passare uno sviluppatore ma rifiutandosi di dire al centralino chi fosse e cosa volesse. Brava Kathrin, continua così, chi la dura la vince !

Non so, forse sono esagerato io ma rimango sconvolto da questa situazione, mi sembra come appendere un cartellone fuori dalla finestra “Hey se vi serve uno sviluppatore non usate il nostro sito, non siamo capaci di trovarlo nemmeno per noi e ricorriamo allo spam”. Vedete non ne faccio una questiona di correttezza. Non conosco questi signori, sicuramente sono persone in gamba e corrette. Nel nostro settore ci sta di provare a soffiare una risorsa ad un’altra azienda. E’ solo che in 10 anni non ho mai visto nessuno provare a farlo così male. E il fatto che a farlo sia una società che opera nel mondo della ricerca personale mi agghiaccia. Prima di questo mese avevo una buona considerazione di JobRapido. Oggi so che non è la miglior soluzione per le nostre ricerche di sviluppatori e so anche che se un domani mi offrissero servizi per la ricerca personale non li accetterei perché avrei paura di ricevere la telefonata incaz***a di qualche mio concorrente che è stato spammato e si è accorto che volevo soffiargli una risorsa.

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4 miti da sfatare sul blogging

Vediamo oggi un po’ di miti riguardo al blogging che sempre più frequentemente sento raccontare da varie persone del settore. Ovviamente come tutti i miti, un filo di verità c’è sempre, e purtroppo è proprio questo che gli consente di sopravvivere e continuare a diffondersi, frenando alcune persone dall’aprire un blog ed altre dall’avere veramente successo online.

1 – I contenuti sono tutto quello che conta
In USA dicono “Content is King”. E’ vero i contenuti del vostro blog o sito sono fondamentali, senza buoni contenuti difficilmente raggiungerete il successo ! I contenuti sono anche un ottimo aiuto per ottenere traffico dai motori di ricerca col maggior numero possibile di Keyword, e questo è un altro punto a loro favore. I contenuti però non sono tutti. E su questo punto ho visto perdersi decine di blogger.

Molti iniziano a scrivere decine di post per il loro blog e poi …. aspettano, convinti che i contenuti siano l’unico fattore determinante di un blog. Mi spiace ma per quanto buoni siano i vostri contenuti, nessuno verrà a leggerli se all’attività di scrittura non affiancherete un’adeguata attività di Marketing e promozione del sito. Parlo di marketin in senso lato, non dovete per forza pianificare campagne pubblicitarie, tutto è marketing al giorno d’oggi, partecipare ad altre community, commentare altri blog, promuovere i vostri post su facebook e via dicendo. Non perdete tempo a pensare e rimandare la vostra strategia di Marketing. Scrivete dei buoni contenuti ed iniziate SUBITO a promuoverli.

2 – Ci sono già troppi blog in giro
Anche questo è un mito facilmente sfatabile. E’ vero ormai esistono migliaia di blog ma la maggior parte di essi non rappresenta un serio impedimento al nostro successo. Come spiegato nel punto sopra, non sono moltissimi i blog che riescono a coniugare contenuti di successo, una buona strategia di marketing e un’altrettanto buona monetizzazione dei contenuti. Se poi andiamo ad analizzare la nostra nicchia, il settore di cui scriveremo, noteremo probabilmente che i concorrenti sono ancora di meno. Ignorate le centinaia di blog “spammosi” che troverete in giro, considerate soltanto i veri concorrenti. Quanti sono i blog realmente di successo nel vostro settore ? Se non andate su argomenti veramente troppo popolari, i concorrenti non saranno mai più di 5 o 6, questo è ancora più vero in Italia dove i blog sono in forte crescita ma il mercato non è ancora saturo come negli Stati Uniti.

Certo avrete della concorrenza, al giorno d’oggi è quasi impossibile non averne ma, se volete veramente avere successo e guadagnare online, dovete prendere la concorrenza come un dato di fatto. Studiateli, imparate da quello che fanno e batteteli. Noi, con MediaZen, siamo entrati in mercati già molto affollati come i Libri e le Mamme, nonostante la grossa concorrenza abbiamo già raggiunto il livello di molti nostri concorrenti presenti sul mercato da anni.

3 – Nessun commento sul mio blog significa che faccio schifo
Non è necessariamente vero. Certo il numero di commenti è un indicatore importante ma più sul grado di coinvolgimento degli utenti che sul blog in sé. Esistono blog che hanno un alto traffico ma per gli argomenti trattati non spingono molto alla partecipazione degli utenti. La mancanza di commenti potrebbe essere dovuta a molti fattori, aldilà degli argomenti trattati anche la visibilità grafica della sezione commenti ha il suo peso nonché il vostro modo di porvi rispetto alla community. Siete partecipativi e aperti al dialogo? Andate a commentare anche su altri siti ? Rispondete velocemente e puntualmente a chi lascia commenti sul vostro blog ?

Non lasciatevi scoraggiare dai pochi commenti, se il traffico aumenta e vi state divertendo procedete col vostro lavoro e cercate di pensare a come coinvolgere di più i vostri utenti, mangari ponendo loro una domanda diretta alla fine di ogni post ! Se invece il traffico del sito è basso, andate al punto 1 di questo articolo !

4 – Chi ha più post vince !
Nulla di più falso. Dovete trovare una giusta mediazione fra il numero di contenuti e la loro qualità ! I motori di ricerca e soprattutto i lettori premiano la qualità più della quantità. Dei buoni post, interessanti, credibili ed approfonditi attireranno l’attenzione su di voi e probabilmente genereranno dei link in entrata da altri siti migliornado il vostro posizionamento ed aumentando il traffico molto più di quanto farebbero tantissimi articoli di scarso valore.

Si tratta comunque di trovare il giusto bilanciamento. 100 articoli di qualità sono sicuramente meglio di 1000 articoli schifosi ma, allo stesso tempo, sono meglio 100 ottimi articoli di 10 articoli perfetti. Non sprecate giornate intere per scrivere un singolo post perfetto, con un post interessante anche se non perfetto catturerete probabilmente la stessa attenzione dei lettori e perderete molto meno tempo. Se quando rileggete il vostro articolo lo trovate perfetto e impeccabile … probabilmente dovevate averlo già pubblicato qualche ora fa.
Non fraintendetemi, non vi sto consigliando di scrivere brutti articoli. Vi sto semplicemente dicendo che spesso per scrivere un ottimo articolo ci vogliono alcune ore, per passare alla perfezione ci vogliono diversi giorni. In Internet conta molto anche la velocità, essere i primi a parlare di un argomento, aggiornare frequentemente i contenuti e via dicendo. Tenete i vostri articoli su un livello qualitativo molto alto ma non cercate di strafare sacrificando troppo tempo.

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Deep Linking: non esiste solo l’homepage

Quando ho iniziato ad interessarmi al posizionamento dei siti sui motori di ricerca tendevo sempre a concentrarmi solo sulla homepage, cercando di far puntare lì tutti i link esterni in modo da aumentare il PageRank del sito.
Per carità non c’è nulla di sbagliato nell’ottimizzare al massimo l’homepage del nostro sito, ed il PageRank di questa ha sicuramente molta importanza, anche in termini economici: più è alto il PR della home del sito e più facile sarà fare scambi link con altri siti nonché più alto sarà il prezzo di un link qualora dovessimo decidere di venderli.

Deep Linking
L’attenzione per la pagina iniziale del sito non deve però farci dimenticare tutte le pagine interne. Al fine di aumentare il traffico del nostro sito tutte le pagine devono concorrere a posizionarsi sui motori di ricerca fra le prime posizioni, ognuna per differenti keywords. E’ quindi importante cercare di fare marketing anche alle sezioni interne del nostro sito creando una buona struttura di link interni e cercando di attirare link di altri siti. Il ragionamento è particolarmente valido per certe tipologie di siti: in alcune nicchie non esiste una keyword più attraente di altre, tutte generano un basso traffico e avremo quindi bisogno di “posizionamenti multipli” per aumentare il nostro traffico. Per raggiungere questo scopo dovremo ottimizzare l’intero sito, comprese le pagine più specifiche. D’altro canto la sola homepage non può certo essere nei primi posti sui motori di ricerca per 200 parole chiave diverse.

In poche parole il Deep Linking è una strategia di posizionamento sui motori di ricerca che consiste nel creare una rete di link che vadano a puntare a pagine interne del nostro sito per renderle più appetibili agli occhi di Google.

Vi faccio un esempio, al momento stiamo lavorando molto per ottenere buoni guadagni nella nicchia della Manualistica online. Uno dei siti che ci sta dando maggiori soddisfazioni è Ebook Gratis. Ora, per la homepage ovviamente ci interessa ottenere un buon posizionamento per la keyword “Ebook Gratis”. Ci stiamo lavorando e, in questo momento siamo in posizione 7 … migliorabile ma è un inizio.
La verità però è che anche arrivando primi non ci cambierebbe la vita. Personalmente pernso che, raggiungendo la vetta, potremmo ricevere 200 visitatori in più al giorno o giù di li.  Non sono sicuramente da disprezzare, e la parola chiave “Ebook Gratis” è quella che ci genera più traffico singolarmente, ma è comunque una minima percentuale sul totale di persone che quotidianamente arrivano sul sito da Google, varie miegliaia al giorno.
Nella nicchia dei manuali, per avere un buon traffico, non basta una sola parola chiave, sono tutte a basso traffico, è quindi indispensabile riuscire a ottenere buoni posizionamenti per molti termini di ricerca. Proprio per questo stiamo sfruttando al massimo il deep linking cercando di raccimolare un buon numero di link esterni che puntino direttamente alle varie categorie del sito con keyword come “Manuale Cad”, “Manuale Windows” e via dicendo.

Marketing, sempre e comunque
Pur non trascurando l’ottimizzazione “principale” del vostro sito web, portate avanti anche strategie di link building che vi consentano di migliorare il PageRank interno del sito. In particolar modo, quande pubblicate contenuti particolarmente buoni segnalateli sempre in giro ad altri blog e siti alla ricerca di una segnalazione. Un’altra strategia che vi consigliamo è quella di creare delle pagine contenitore intermedie, ottimizzate per una specifica keyword, che rimandino poi ai vari contenuti sull’ultimo livello dell’albero di navigazione. Queste pagine, se ottimizzate correttamente tramite con il deep linking, genereranno traffico per nuove keyword, incrementeranno il loro PageRank, ed avranno comunque un effetto benefico sulla homepage e sulle altre pagine linkate al loro interno.

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